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Alitalia, il presidente Silvio Berlusconi: “L’Italia avrà compagnia di bandiera”

Settembre 23, 2008

COLLABORA CON NOI PER FARE DI LURATE CACCIVIO UNA CITTA’! Il delegato di Fi - Popolo della Libertà Rocco Palamara

VIA LA GIUNTA BOTTA COMUNISTA DEGLI AUMENTATORI DI TASSE (rifiuti,irpef,ici,…)) DEI POSATORI DI 3 ANTENNE INQUINANTI,DEGLI SPENDACCIONI ( debiti per 22miliardi di lire) E DEGLI SPRECONI ( sprechi per 14miliardi di lire : svendita dell’ex Asilo Nido, ordine di non costruire la nuova scuola elementare di Lurate, già appaltata,…)!

LA GIUNTA BOTTA COMUNISTA HA MESSO IN GINOCCHIO IL PAESE CON PIU’ TASSE,PIU’ 3 ANTENNE INQUINANTI,PIU’ DEBITI DI 22 MILIARDI E PIU’ SPRECHI DI 14 MILIARDI!

LURATE CACCIVIO, RIALZATI!

DOMANDE DI ROCCO PALAMARA AI CITTADINI DI LURATE CACCIVIO:

* Cittadini di Lurate Caccivio,volete essere ancora amministrati nei prossimi cinque anni dalla Giunta Botta comunista di pessimi amministratori targati PD - Rifondazione Comunista?

* Cittadini di Lurate Caccivio,potete credere ancora alle infinite bugie della Giunta Botta comunista?

* Cittadini ,credete che la giunta Botta comunista possa fare qualcosa di diverso dal disastro al quale ha portato Lurate Caccivio?

* Cittadini di Lurate Caccivio,volete che comunisti mascherati della Giunta Botta stalinista vi mettano di nuovo le mani nelle vostre tasche?

Cittadini,se rispondete no a queste domande di Rocco Palamara ,unitevi a noi per il prossimo nuovo buon governo di Lurate Caccivio!

LURATE CACCIVIO NON DIMENTICA I DISASTRI DI BOTTA COMUNISTA!

LA GENTE COMUNE DI LURATE CACCIVIO NON DIMENTICA

1. L’AUMENTO DEL 300% DELLA TASSA RIFIUTI
2. L’AUMENTOEDEL 100% DELL’IRPEF
3. 14 MILIARDI DI SPRECHI
4. 22 MILIARDI DI DEBITI
5. IL POSIZIONAMENTO DI TRE ANTENNE INQUINANTI

NOI DEL POPOLO DELLA LIBERTA’ DI LURATE CACCIVIO NON DIMENTICHIAMO!

VIENI ANCHE TU CON NOI PER LIBERARE LURATE CACCIVIO DALL’ARROGANZA E DAL MALGOVERNO DI BOTTA!
Diciamo no alla Giunta Botta PD - Comunista con la maschera dell’assessore Mario Clerici!

Diciamo no alla Giunta Botta comunista di aumento di tasse che ha tolto i soldi dalle tasche dei cittadini!

Diciamo no alla Giunta Botta comunista d’indebitamento che ci ha indebitati per 22 miliardi di lire(11 milioni di euro).

Diciamo no alla Giunta Botta comunista di sprechi che ha sprecato 14 miliardi i lire(7 milioni di euro)!

Diciamo no alla Giunta Botta comunista di sprechi che ha ordinato di non costruire la nuova scuola già appaltata!

Diciamo no alla Giunta Botta comunista di sprechi che ha svenduto l’ex asilo nido di Via Monte Rotondo!

Cittadini tartassati e rovinati dal Comunista Botta di cattiva amministrazione del Comune,unitevi a noi per eleggere nella primavera del 2009 il Sindaco della Gente Comune di Lurate Caccivio!

Alitalia, Berlusconi: “L’Italia avrà compagnia di bandiera”

24 settembre, 2008

“L’Italia deve avere e avrà una compagnia di bandiera”. Nonostante la delicata situazione il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi mostra ottimismo. A Palazzo Chigi è stata un’altra giornata di incontri per salvare la compagnia di bandiera

L’italia avrà la sua compagnia di bandiera rassicura il presidente del Cosiniglio che segue dietro le quinte gli incontri di Gianni Letta con i protagonisti della trattativa. Contatti telefonici con il leader della Cgil Epifani e con i piloti mentre a Palazzo Chigi fanno il loro ingresso prima i vertici della Cai poi il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi. A Letta la cordata di Colaninno conferma che il piano Fenice non cambierà. Chiusura dunque alle richieste dei piloti. Intanto torna l’ipotesi di ingresso di un vettore internazionale.

RASSEGNA STAMPA

Alitalia, Berlusconi: “Al paese serve una compagnia di bandiera, ci sarà”

Milano - L’Italia deve avere e avrà una compagnia di bandiera. Silvio Berlusconi esce per una passeggiata, al termine di un altra lunga giornata, mostra ottimismo e spiega di non aver cambiato idea: “Resto convinto - dice - che si debba trovare una soluzione”. E la soluzione è salvare Alitalia e la sua italianità. Parole che confermano la linea di sempre ma che possono anche essere lette come una risposta agli interrogativi che si sono fatti di nuovo insistenti sul ruolo del partner internazionale. Soprattutto dopo che è trapelata una nuova ipotesi: quella dell’ingresso di un attore straniero direttamente in Cai, pur sempre con una quota di minoranza. In campo, nonostante le prese di distanza ufficiali, le due ipotesi di sempre: Air France e Lufthansa.

Walter Veltroni è sceso in campo per esortare il governo a prendere l’iniziativa, dopo il no di Cgil e sindacati autonomi. Anche perché i tempi stringono: il presidente dell’Enac, Vito Riggio, ha ribadito che o il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, presenta entro giovedì un piano di emergenza oppure la licenza per l’aviolinea sarà sospesa. Il governo tenta una mediazione fra Compagnia aerea italiana e i sindacati che hanno detto no al piano Fenice.

Cai a Palazzo Chigi Gianni Letta convoca a palazzo Chigi presidente e amministratore delegato di Cai, Roberto Colaninno e Rocco Sabelli, mentre mantiene contatti con tutti gli altri attori della partita, in particolare il leader della Cgil Guglielmo Epifani e i piloti, attraverso il ministro del Welfare Maurizio Sacconi e il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi. I vertici Cai dopo aver incontrato il governoi, hanno fatto sapere di essere disposti ad attendere ancora, ma il piano Fenice non si cambia. Ma il governo avverte: “Vogliamo superare gli ostacoli”.

Il governo è “terza parte” Per Scajola, però, sbaglia chi punta l’attenzione sul governo. Per il ministro dello Sviluppo Economico “il governo è terza parte, non fa l’imprenditore, ma applica le regole di questo paese”. Su un accordo con la Cai, Matteoli non è ottimista. “Non abbiamo altre offerte” e “senza un ripensamento delle sigle sindacali il governo non è nelle condizioni di recuperare la trattativa con la società Cai”, ha detto il ministro delle Infrastrutture. Tuttavia il presidente della Camera, Gianfranco Fini, si dice “preoccupato” per la vicenda Alitalia ma rileva che esistono ancora dei “piccoli spiragli” che con la “ragionevolezza” di tutti possono però allargarsi. Parlando a Berlino a margine di una colazione con il presidente del Bundestag, Fini ha osservato: “L’auspicio è che prevalga la ragionevolezza, l’interesse autenticamente nazionale e che riguarda tutti i lavoratori senza eccezione alcuna”.

La posizione di Palazzo Chigi Il governo vuole superare gli ostacoli che si sono presentati nella trattativa sulla crisi di Alitalia ed è disponibile ad ascoltare anche le parti che hanno posizioni distanti. Al termine di un incontro a Palazzo Grazioli con il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi e i ministri dell’Interno Roberto Maroni, della Giustizia Angelino Alfano e il sottosegretario alle Comunicazioni, Paolo Romani, il ministro per le Politiche comunitarie, Andrea Ronchi, dice: “C’è la disponibilità profonda del governo a capire le ragioni, superare gli ostacoli e smussare gli angoli e lavorare senza pregiudizi comprendendo che la proposta di Cai era l’unica di fatto concreta - ha spiegato Ronchi - è importante ascoltare e sapere ascoltare anche quelle parti che sembrano piu lontane”. Il governo si augura che “ci possano essere possibilità” e che “anche tra i piloti ci sia la possibilità di capire e ascoltare”.

Le indiscrezioni su Cai La Cai sarebbe disposta ad attendere ancora, ma il piano Fenice non si cambia. È questa, a quanto apprende l’Adnkronos, la posizione che il presidente Roberto Colaninno e l’amministratore delegato Rocco Sabelli avrebbero rappresentato al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta. In sostanza, la cordata italiana potrebbe ancora tornare in gioco. Ma la condizione, inderogabile, resta la firma di tutti i sindacati sui due documenti che formalizzano il piano di rilancio, l’accordo quadro e il contratto unico, già sottoscritti da Cisl, Uil, Ugl e Anpav. Tuttavia, i vertici della Cai “smentisce in maniera categorica ogni tipo di ricostruzione relativa all’incontro odierno a Palazzo Chigi” su Alitalia.

Le proposte di Veltroni Il leader del Pd ha inviato una lettera a Berlusconi con tre possibili soluzioni per uscire dall’impasse e salvare la compagnia. “Ci sono tre strade possibili - afferma il leader democratico - che la Cai faccia un passo in avanti verso le posizioni espresse dai sindacati, come le indubbie condizioni di vantaggio ad essa offerte dal decreto del governo consentono e richiedono”. Oppure, “che ci si attivi per riprendere i fili di quei negoziati con soggetti esteri, che, da soli o con Cai, potrebbero acquisire, rispondendo al bando tardivamente pubblicato dal commissario, un ruolo rilevante nella salvezza e nello sviluppo di Alitalia”. Infine, scrive Veltroni, “che il commissario, in rappresentanza di Alitalia, e su preciso mandato del governo, concluda immediatamente e positivamente una intesa con tutti i sindacati consentendo così poi a Cai o a compagnie aeree straniere di acquisire Alitalia, garantendone la sopravvivenza”.

Bonaiuti: Veltroni scopre l’acqua calda “Veltroni si è inventato l’acqua calda. Peccato che i suoi compagni della Cgil e i suoi amici piloti stiano portando l’Alitalia nel baratro”. Con queste parole il sottosegretario Paolo Bonaiuti commenta la lettera che il segretario del Pd ha inviato oggi al premier Berlusconi sulla vicenda Alitalia.

Bossi: alla fine si troverà una via d’uscita “Lufthansa? Sì, ma non penso accetti di entrare nella società Cai finché l’Alitalia è conciata così male”. Lo afferma il leader della Lega Umberto Bossi in un passaggio dell’intervista ad Enrico Lucci delle ‘Iene’, registrata questo pomeriggio, che sarà trasmessa martedì prossimo, nel corso della prima puntata della trasmissione di Italia Uno. E’ meglio il fallimento o la Cai? Chiede Lucci. “La cosa migliore è la Cai, il fallimento - risponde Bossi - è un dramma”. “Alla fine - incalza Lucci - come andrà a finire? Io - risponde il ‘Senatur’ - continuo a essere ottimista e alla fine credo che si troverà una via d’uscita ragionevole”.

“E’ sindacato che perde la faccia, non Berlusconi” “No, nella vicenda Alitalia non è Berlusconi che perde la faccia. A perderla sono altri, l’hanno persa i sindacati che per tanti anni hanno dato ai lavoratori contratti a tempo indeterminato, ma ora loro dicono: ‘Ci avete sfruttato e ora ci licenziate?’. E oggi chiedono il contratto a tempo determinato”, dice ancora Bossi. “Dal punto di vista legale - osserva Bossi - i piloti hanno ragione ma non c’era possibilità di fare la trattativa ma solo prendere o lasciare e la logica avrebbe detto di prendere. Quando si è sul punto del fallimento bisognava applicare un’altra logica, era quella che doveva prevalere”. Bossi parla poi del contributo che il settentrione ha dato allo sviluppo di Alitalia, sottolineando di non temere per il futuro di Malpensa. “Il Nord - sostiene il ‘Senatur’ - ha dato una grossa mano all’azienda. Malpensa non rischia nulla, la vogliono tutti. E’ da lì che partono i lombardi, i piemontesi i veneti, i padani, la gente del nord che vola di più e usa di più gli aerei”.

Voci su Air France e Lufthansa Si vocifera di un possibile nuovo coinvolgimento di Air France-Klm per il salvataggio in extremis di Alitalia. Ma la compagnia francese resta trincerata dietro ad un “no comment”. “Non facciamo nessun commento”, spiega un portavoce del gruppo franco-olandese. A quanto apprende l’Adnkronos, invece, al governo italiano sarebbero arrivati eloquenti segnali, atrraverso rappresentanti delle autorità tedesche, di un interesse di Lufthansa ad entrare direttamente in gioco nel salvataggio di Alitalia. Tuttavia, il ministro Altero Matteoli ha ribadito che “la situazione è gravissima” e “senza un ripensamento da parte elle sigle sindacali, il governo non è nelle condizioni di potere recuperare la società Cai”. Il ministro Sacconi ha, invece, puntualizzato che il governo non ha in corso alcun dialogo con le autorità tedesche per la cessione della compagnia di bandiera: “L’unica notizia che abbiamo è che la Lufthansa non sia interessata ad un acquisto diretto”.

Lo “stress” dei piloti Quanto alla polemica sui piloti “stressati”, il presidente dell’Anpac, Fabio Berti, smentisce di aver riferito che per i piloti era rischioso volare in queste condizioni: “Mai detto che i piloti di Alitalia sono stressati e che i passeggeri devono per questo temere. Il riferimento ai pericoli legati alla sicurezza - precisa Berti - era legato esclusivamente a ipotetici futuri contratti che non tengano sufficientemente in considerazione i livelli di fatica e stress degli equipaggi”. Il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, riconferma che la proposta di salvataggio di Alitalia avanzata da Cai è l’unica alternativa al fallimento e boccia senza mezzi termini la soluzione proposta ieri dal “fronte del no”. La proposta Cai, ha detto il leader sindacale, “è l’unica soluzione ed è bene che nessuno si inventi altre cose che non stanno in piedi e che potrebbero dare l’illusione ottica di una prospettiva”.

Gli autonomi diffidano l’Enac Alcune organizzazioni sindacali e associazioni professionali hanno inviato una lettera all’Enac in cui diffidano l’ente a procedere a qualunque atto che possa comportare la limitazione o la sospensione delle attività di volo di alitalia in ragione della sua situazione economico/finanziaria. La lettera è stata inviata, precisano, in merito alle dichiarazioni rilasciate dal presidente Enac, Vito Riggio, sulla possibilità di sospendere l’autorizzazione provvisoria ad operare rilasciata ad alitalia. “Le scriventi - si legge nella lettera - si riservano ogni ulteriore atto a tutela del patrimonio aziendale e degli interessi dei dipendenti ed eventuali azioni di risarcimento del danno causato da eventuali improprie allarmistiche dichiarazioni”. In una lettera inviata al commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, le stesse sigle sindacali confermano formalmente la “disponibilità a sostenere la continuità economica delle aziende del gruppo alitalia nella fase attuale, attraverso provvedimenti straordinari e temporanei che prevedano il contributo economico dei dipendenti”. Tali misure, si legge nella lettera, “possono essere adottate anche attraverso accordi specifici tra le parti”.

L’impegno dell’Authority Nonostante le deroghe antitrust previste per Alitalia l’Autorità per la concorrenza mantiene un potere di vigilanza ed intervento su eventuali conflitti di interesse, abusi di posizione dominante ed intese, e danni ai consumatori. Il presidente dell’Antitrust, Antonio Catricalà, lo ha detto garantendo “guardia altissima e controlli severi”. Sul fronte del rischio di conflitti di interesse, legati eventualmente ad interessi e partecipazioni nell’azionariato, Catricalà ritiene possibili anche interventi sulla governance per “una sterilizzazione di eventuali conflitti di ruolo”. Lo ha detto a margine dell’audizione in Senato, presso le commissioni Industria e Lavori pubblici, sul decreto del governo che ha modificato la legge Marzano in vista del piano di salvataggio per Alitalia. La nuova Alitalia, sottolinea Catricalà, “sarà qualificabile come dominante sui mercati nei quali opererà, e sarà pienamente soggetta al divieto di abusare della propria posizione tanto a svantaggio dei concorrenti quanto a danno dei consumatori”. L’Antitrust vigilerà “con estrema attenzione su eventuali abusi di posizione dominante e su eventuali intese”. Quanto alla tutela dei consumatori Catricalà garantisce che l’autorità “valuterà con grande attenzione e rigore l’impatto delle operazioni sui consumatori finali sia in termini di prezzi sia in termini di condizioni contrattuali”. Ci sarà in particolare attenzione, ha aggiunto il presidente dell’Antitrust rispondendo ad una domanda sulla concentrazione che potrebbe verificarsi sulla rotta Roma-Milano, “sulle condizioni per i viaggiatori perché la costituzione di un monopolio è di per se un danno sociale”.

Udienza in tribunale per l’insolvenza Si svolgerà domani l’attesa udienza al tribunale per la decisione dello stato di insolvenza di Alitalia e le sue società commissariate. Un passaggio tecnicamente previsto dalla legge che, di concerto con il commissariamento - già decretato nelle scorse settimane - spiana definitivamente la strada, nel caso di una decisione favorevole dei giudici, alla gestione commissariale. Una volta decretato lo stato di insolvenza - secondo quanto previsto dalla norma - il commissario straordinario potrà procedere alla completa gestione della vicenda decidendo la strada da prendere per i passaggi successivi. Tra questi la legge prevede una rosa di possibilità che vanno dalla messa a punto del piano di ristrutturazione con possibili vendite o cessioni di rami d’aziende, alla autorizzazione ai crediti ante-commissariamento. Fino ad arrivare, nel caso non si potesse procedere con i passaggi precedenti, al vero e proprio fallimento. www.ilgiornale.it

AGGIORNAMENTO

Alitalia, Berlusconi attacca Veltroni

Il premier: “Lufhansa, British e AF alla pari. Ma chiunque sia, in assoluta minoranza”. Poi attacca Veltroni: “L’accordo non si è chiuso prima per colpa sua”. In corso nuovo vertice. Epifani: “Bene l’idea di un partner internazionale” 24 settembre, 2008

La speranza che Alitalia si salvi arriva da Oltralpe: e’ li’ che il Governo italiano guarda per salvare la compagnia di bandiera dal fallimento. Il premier Berlusconi spiega che “sono esattamente uguali le ipotesi Lufthansa-Air France e British Airways come ipotesi di collaborazione e di alleanza” ma precisa anche che sarebbe “una partecipazione di assoluta minoranza”. Una prospettiva, quella della partnership straniera, che piace ai sindacati: per Epifani, “e’ presto per parlare di spiragli ma e’ una buona scelt

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