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Silvio Berlusconi a Como il 16 marzo 2008

Marzo 20, 2008

COLLABORA CON NOI PER FARE DI LURATE CACCIVIO UNA CITTA LIBERA DEL MALGOVERNO DI BOTTA COMUNISTA’!
L’ON. PRESIDENTE SILVIO BERLUSCONI A COMO IN PIAZZA DUOMO ORE 12 DEL 16 MARZO 2008

Benvenuto caro Presidente e grazie da parte del Popolo della Libertà per il suo grande amore per l’Italia. Noi Comaschi siamo al suo fianco e vogliamo mandare a casa Prodi e i suoi compagni di disastri per il bene comune del nostro Paese. Rocco Palamara di Lurate Caccivio

Il leader del Pdl a Como per la campagna elettorale


RASSEGNA STAMPA

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LETTERA DI SILVIO BERLUSCONI AI CITTADINI CAMPANI: ”L’emergenza rifiuti è il primo problema da risolvere”

Cara amica, caro amico di Napoli e della Campania, Tu più di ogni altro italiano sai quanti e quali danni possa portare un’amministrazione di sinistra. Lo sai perché hai pagato sulla Tua pelle tutti i danni di un malgoverno regionale, che si sono sommati ai guasti del governo nazionale delle sinistre.

Il primo impegno del prossimo governo sarà liberare Napoli e la Campania dalla montagna di rifiuti sotto la quale la classe dirigente del Partito Democratico - Prodi, Bassolino, Iervolino - le hanno sepolte.

Se avremo la responsabilità del governo, affronteremo questa sfida dal primo giorno di lavoro a Palazzo Chigi. La catastrofe è talmente grande da rendere impossibile previsioni certe sui tempi necessari per riportare la situazione alla normalità. Ed è davvero sconcertante che, dopo un fallimento di queste proporzioni, la sinistra non abbia sentito nemmeno il dovere di farsi da parte. Anzi, il rifiuto di dimettersi da parte di Bassolino ha reso l’idea dell’arroganza con cui la sinistra ancora considera i cittadini come dei sudditi. E il silenzio di Veltroni in proposito ci è parso un preoccupante segno di debolezza, l’ultima cosa di cui hanno bisogno oggi la Campania e l’Italia.

So bene che nei cittadini campani lo sconforto è grande e si diffonde la tentazione di non partecipare al voto. Chi lo facesse, tuttavia, non risolverebbe nulla, otterrebbe al contrario un solo risultato: lasciare la Campania e l’Italia nelle mani di coloro i quali l’hanno ridotta in queste condizioni.

Le elezioni del 13 e del 14 aprile sono anche per questo l’occasione da non perdere per ridare al Paese - con il Tuo voto al Popolo della Libertà - un governo veramente nuovo, efficiente, coeso, capace di dare risposte concrete ai bisogni di tutti.

La nostra azione sarà tesa a rilanciare l’economia con interventi mirati sulla famiglia, sul lavoro e sull’impresa. Inizieremo con l’abolizione totale dell’Ici sulla prima casa, con la detassazione degli straordinari e dei premi legati alla produttività, con la costruzione di nuove case per le giovani coppie, con meno tasse per chi ha più figli e con pensioni più dignitose. Sono solo alcuni esempi di ciò che faremo.

Così potremo riprendere il cammino interrotto due anni fa, potremo completare le riforme per modernizzare l’Italia e riprendere la costruzione delle Grandi Opere. Interventi che si possono realizzare senza mettere le mani nelle tasche dei cittadini, ma riorganizzando e modernizzando la Pubblica Amministrazione, eliminando gli sprechi della spesa pubblica e i costi inutili della politica. Un modo di operare che avevamo già messo in atto negli anni del nostro governo che, vogliamo ricordarlo, è stato il primo ed unico governo a ridurre la pressione fiscale dal 1968 ad oggi.

Lo schieramento che si contrappone al nostro è guidato da Walter Veltroni, che si presenta come «nuovo» ma che in realtà ha messo insieme tutti i ministri, i vice ministri e i sottosegretari del governo Prodi che sono poi i soliti, vecchi protagonisti della sinistra con tutti i pregiudizi e le manchevolezze che conosciamo, che hanno portato al totale fallimento di questo governo.

La sinistra ha messo in ginocchio il Paese. Noi, tutti insieme, dobbiamo rimetterlo in piedi. Per questo abbiamo scelto come imperativo categorico il nostro «Rialzati, Italia!».

Aiutaci anche Tu, dai il Tuo voto al Popolo della Libertà!
Un forte, cordiale abbraccio

Silvio Berlusconi

WWW.VOTABERLUSCONI.IT (19 marzo 2008)

BERLUSCONI: Rutelli è un voltagabbana di cui non fidarsi

“Francesco Rutelli è un voltagabbana di cui proprio non riesco a fidarmi, perche’ non riesco a individuarne l’identita’: perche’ cambia tutte le volte a seconda degli interlocutori. E questo per me e’ un vizio abbastanza importante”.

Lo ha affermato Silvio Berlusconi a Nuova Spazio Radio, parlando del candidato sindaco del Pd a Roma Francesco Rutelli e ricordando il suo passato . “Non lo capisco. Lui era amico di Craxi, era un mangiapreti uno che non era cattolico e non andava in chiesa. Ora, invece, va in chiesa anche due volte alla domenica, per farsi vedere. Ma c’e’ una sua frase che mi fa velo. Non riesco a togliermi dalla mente quando, dopo essere stato amico di Craxi ed essersi anche rivolto a lui per chiedere dei favori, sostenne: ’vorrei vedere Craxi in galera che consuma il rancio’. Ecco questa e’ una frase che non si dovrebbe dire neanche per il proprio peggior nemico”.

Tornando alla sfida di domenica e lunedì, Berlusconi ha sottolineato: “Credo che tutti i romani conoscano bene lo stato in cui versa Roma, al di la’ della propaganda della sinistra. L’eredita’ della sinistra e’ sotto gli occhi di tutti: non solo sul piano della sicurezza, ma anche dell’assistenza e delle infrastrutture. Se vincesse Rutelli, non ci sarebbe nessun cambio, ma le solite amicizie con gli amici degli amici”. Berlusconi ha osservato che gli “piacerebbe collaborare da presidente del Consiglio con un sindaco di Roma che condivide le mie idee. Alemanno lo conosco bene. Ci ho lavorato per cinque anni insieme al governo, so che lavora bene: ha una volonta’ di ferro, e’ un cane da polpacci per ottenere quello che gli viene promesso”.

E quanto al capitolo sicurezza, Berlusconi ha commentato che quella dei braccialetti proposta da Rutelli “e’ una boutade. La soluzione al problema della sicurezza sta nel mettere i poliziotti ed i carabinieri di quartiere: un esercito del bene che si frapponga tra i cittadini e l’esercito del male. A monte servono anche altre cose: chiudere le frontiere, applicare la legge Bossi-Fini, espellere gli stranieri che sbagliano, meno lassismo della magistratura che libera i criminali dopo una settimana dalla cattura, con il risultato che magari i poliziotti se li ritrovano a irriderli nello stesso posto in cui una settimana prima li avevano arrestati. E poi, pene piu’ severe e certe soprattutto per i recidivi, non importa che siano italiani o stranieri”.(23 aprile 2008) www.votaberlusconi.it

BERLUSCONI: A Roma se po’ fa’, anzi s’ha da fa’

“Se po’ fa’, anzi s’ha da fa’”. Lo ha affermato il leader del Pdl Silvio Berlusconi, parlando della sfida per il Campidoglio in un’intervista all’emittente televisiva ’RomaUno’. “Il buon governo che ha dato così buoni risultati nelle città da noi amministrate sta lì a dimostrare che con la politica di concretezza e di fatti si possono migliorare da subito le condizioni di vita dei cittadini a cominciare dalla sicurezza”. “Anche Roma si può rendere una città più solidale, più sicura, più vivibile”.

Il nostro presidente ha poi affrontato il tema della sicurezza ed ha spiegato:
“Bisogna porre fine alle baraccopoli, aumentare i campi di accoglienza temporanea e individuare anche attraverso le impronte digitali l’identita’ di queste persone. Poi se non hanno un lavoro, secondo quello che dice la stessa Unione Europea, bisogna provvedere al loro rimpatrio. Ma a queste azioni bisogna affiancare una politica di prevenzione affinche’ non entrino in Italia. Questo richiede che si stipulino degli accordi con tutti i paesi rivieraschi che consentano di riportare dalle sponde da cui sono venuti questi soggetti; questo perche’ non basta dare, come in questo momento avviene, un foglio di via che poi non produce nulla perche’ si spostano di citta’ in citta”’.(24/4/2008)

BERLUSCONI: Chi ha combattuto per la Patria sia considerato figlio di questa Nazione

“Credo fermamente che oggi ci siano le condizioni storiche e politiche perche’ questo 25 aprile possa rappresentare un salto di qualita’ verso la definitiva pacificazione nazionale: non per cancellare la memoria, le ragioni e i torti, ma perche’ chi ha combattuto per la Patria sia considerato figlio di questa Nazione. Oggi, a piu’ di sessant’anni dal 25 aprile, a sedici dalla caduta del Muro di Berlino, il compito della politica e’ quello di consolidare il tessuto connettivo della Nazione. E lo si deve fare a partire dalla nostra memoria storica.

Il 25 aprile indica simbolicamente il ritorno dell’Italia alla democrazia ed alla liberta’. In quel giorno di 63 anni fa, si videro le piazze festanti attorno alle truppe alleate e ai combattenti per la liberta’. Fu palpabile il sentimento di liberazione di un intero popolo, costretto a combattere una guerra che sperava conclusa, ma che prosegui’ con l’occupazione del proprio territorio. Gia’ il 25 luglio del ’43, quando cadde il regime, quello stesso sentimento di liberazione si era manifestato con una festa nazionale senza vendette e senza morti. Purtroppo segui’ la guerra civile, l’occupazione da parte dei tedeschi, che creo’ un segno di sangue nella memoria italiana. Genero’ un odio tra vincitori e vinti che segno’ la coscienza del Paese. Ormai tutto questo e’ storia e adesso e’ tempo di dare al 25 aprile un senso italiano popolare e nazionale, un senso di liberta’ e di pace. Il giorno della Liberazione e’ un alto simbolo di liberta’, e cosi’ deve essere vissuto da tutto il popolo italiano”.
Lo ha affermato, in una nota, il leader del Pdl Silvio Berlusconi. (25/4/2008)

Berlusconi da Bossi: «Trovato un accordo»

Nessun vicepremier, Letta sottosegretario alla Presidenza e Calderoli all’attuazione del programma

MILANO - Trovata «la quadra». Dopo l’incontro con i leader della Lega Nord, Silvio Berlusconi annuncia che è stato raggiunto un accordo «che soddisfa entrambe le parti» sulla formazione del nuovo governo. Dopo un lungo dibattito - al quale hanno partecipato, oltre al Cavaliere e al Senatùr, anche Roberto Maroni e Roberto Calderoli - è stata raggiunta quella che, usando il linguaggio di Bossi, è stata definita «la quadra».

I PUNTI - L’intesa sarebbe stata trovata in base ad alcuni punti: azzeramento dei vicepremier, con Gianni Letta che tornerebbe al suo posto di sottosegretario alla presidenza del Consiglio e Roberto Calderoli che assumerebbe la responsabilità dell’Attuazione del programma di governo e una parte delle deleghe sulle Riforme, mentre il dicastero con il compito di realizzare il federalismo resterebbe a Umberto Bossi. Al Carroccio sarebbero confermate inoltre le poltrone dell’Interno per Roberto Maroni e dell’Agricoltura per l’assessore veneto Luca Zaia.

L’INCONTRO - Il leader del Pdl e premier in pectore ha incontrato i vertice del Carroccio nella sede della Lega nord in via Bellerio, a Milano. L’incontro è durato circa un paio d’ore. Al termine, Berlusconi non si è fermato a parlare con i cronisti e si è allontanato in auto. Più tardi, però, rispondendo a una domanda mentre passeggiava in via Manzoni, il premier in pectore ha affermato: «È stato un incontro assolutamente soddisfacente». Come mai è stata scelta la sede di via Bellerio per l’incontro? «Siccome Bossi è venuto da me tantissime volte, ho ritenuto che, già che ero in movimento, di andare io da lui». Berlusconi infatti doveva andare proprio con Bossi a visitare un impianto di riciclaggio a Montello, in provincia di Bergamo, visita che poi è stata rinviata. «È stato deciso di posporre questo impegno - ha spiegato - che era uno dei tanti propedeutici ad entrare nel vivo sulla soluzione dei problemi di Napoli e della Campania».

BOSSI - In serata, interpellato dall’Ansa, Umberto Bossi afferma: «In questi giorni sono stato bravo e paziente…». . Com’è andato l’incontro? «Bene» è la risposta. Berlusconi ha detto che è stato un colloquio assolutamente soddisfacente. «Sì - replica Bossi - si è trovata la quadra». Che cosa prevede l’accordo? «Non mi faccia domande sull’accordo - risponde secco il leader della Lega - abbiamo deciso di non dire nulla». Quindi è soddisfatto? «Diciamo che in questi giorni mi hanno fatto tanto lavorare - conclude Bossi - diciamo che molti mi hanno rotto le scatole e che io sono stato molto buono e paziente».(Fonte : Corriere.it del 26 aprile 2008)

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