ADERIAMO DA SUBITO AL NUOVO PARTITO DEL PRESIDENTE BERLUSCONI
Novembre 26, 2007
NOI AZZURRI DI LURATE CACCIVIO ADERIAMO DA SUBITO AL NUOVO PARTITO DEL PRESIDENTE BERLUSCONI. VIVA IL POPOLO DELLA LIBERTA’!VIVA IL POPOLO DELLA LIBERTA’!!!
VIVA IL POPOLODELLA LIBERTA’ DI LURATE CACCIVIO!
Forza Presidente!!! Viva il Partito o Popolo della Libertà!!!
Caro Presidente Silvio Berlusconi,
sono felice della sua decisione di promuovere la nascita del nuovo Partito del Popolo della Libetà tra la gente, con la gente e per la gente.Auguro di cuore a Lei e e a noi tutti che si realizzi questo suo grande sogno di creare un nuovo Movimento Politico dei moderati, nel quale decidano tutto le cittadine e i cittadini:
nome, modello organizzativo, programmi ,candidature,ecc.
Sono convinto che con il suo e il nostro nuovo Partito del Popolo della Libertà si sconfiggeranno tutte le caste dei parrucconi che da molti anni occupano il palcoscenico della partitocrazia, che è la morte della Politica alta e nobile.
Una stretta di mano e un cordiale saluto. Rocco e gli azzurri di Lurate Caccivio
BERLUSCONI: Forza Italia sarà la base su cui costruire il nuovo partito
«Oggi nasce il partito del popolo italiano»
Berlusconi: «Contro Prodi abbiamo raccolto 7 milioni di firme. Basta con i parrucconi della politica
ROMA - Doppia mossa. Una per attaccare la maggioranza di governo, l’altra per ribattere alle critiche degli alleati e ricomporre le tensioni nel centrodestra. Silvio Berlusconi arriva in piazza San Babila, a Milano, dove c’è uno dei gazebo allestiti da Forza Italia, e davanti a una folla di decine di simpatizzanti lancia la sua prima stoccata: «Abbiamo raccolto 7 milioni di firme per mandare a casa Prodi. E la metà di queste non vengono da elettori del centrodestra». Poi l’annuncio: «Oggi nasce ufficialmente un nuovo grande partito: il Partito del popolo italiano della libertà».
Un’accelerazione a un progetto di cui si parla da tempo, nel centrodestra. Berlusconi fa sul serio: «Anche Forza Italia si scioglierà in questo movimento». L’ex premier se la prende contro «i parrucconi della politica». Per questo, spiega, serve «un nuovo grande partito del popolo». «Chiediamo a tutti - è il suo invito - di mettere da parte ogni timore e ogni remora: questo è quello che la gente vuole».
DIALOGO - Berlusconi non si sottrae poi alle sollecitazioni che gli sono arrivate da più parti (soprattutto da Fini, Casini e Bossi). Il leader di Forza Italia, dopo le nette chiusure dei giorni scorsi, stavolta apre al dialogo con la maggioranza: «Se l’altra parte avanzerà proposte o dirà sì a nostre proposte, saremo lieti di trovare per il nostro Paese una direzione di svolta che assicuri la democrazia, lo sviluppo e la libertà». Ma il primo passo, per l’ex premier, è la creazione del nuovo partito.
E il leader di Forza Italia fa capire che non vuole perdere tempo. «Domani (lunedì, ndr) presenteremo questa nuova iniziativa». Accanto a Berlusconi c’è una raggiante Michela Vittoria Brambilla: «Sono orgogliosa del fatto che i miei Circoli della libertà siano stati l’avanguardia di questo grande progetto. E proprio perché noi siamo stati i primi a crederci e a portarlo avanti io, in qualità di presidente nazionale dei Circoli della libertà, annuncio l’adesione del mio movimento a partito della libertà e al suo leader Silvio Berlusconi».(www.corriere.it del 18 novembre 2007)
“Forza Italia sarà il tronco, il ceppo, la base su cui costruire quello nuovo”. “Forza Italia ha le sue strutture e i suoi coordinatori che non devono essere toccati in alcun modo”. Lo ha ribadito questo pomeriggio il presidente Silvio Berlusconi nel corso della riunione alla Camera con i parlamentari azzurri.
Il nostro presidente ha ringraziato calorosamente le decine di migliaia di militanti che hanno allestito i gazebo e lo stesso hanno fatto i parlamentari con un caloroso applauso alle sue parole. Forza Italia sarà l’asse portante del cammino di fondazione del nuovo partito, che avrà luogo a partire dalle prossime settimane. Il 2 dicembre i gazebo di Forza Italia saranno ancora nelle piazze per far scegliere ai cittadini il nome della nuova formazione politica, che nei sondaggi di ieri e questa mattina è valutata al 37%.(20/11/2007)
BERLUSCONI: Raccolte 7 milioni di firme diamo vita al Partito della libertà che abbiamo sempre sognato
Ti proponiamo l’intervista a Silvio Berlusconi pubblicata da “La Stampa” del 19 novembre 2007…
“Dopo che abbiamo superato i sette milioni di firme e mi sono reso conto di aver organizzato la più grande manifestazione nella storia della Repubblica ho capito che dovevamo mettere da parte ogni remora e dare vita a quel grande partito della libertà che abbiamo sempre sognato…”.
Silvio Berlusconi tocca il cielo con un dito. Non si aspettava un successo del genere. Come pure non si aspettava il veleno, le accuse e gli insulti che gli hanno riversato addosso in questi giorni i suoi alleati. E visto che l’uomo risponde alle difficoltà come un leone, in quattro e quattrotto come quando è sceso in campo nel ‘94 ha deciso di rivoluzionare lo scenario politico italiano: un nuovo partito, un ritorno al proporzionale sul modello tedesco, fine del bipolarismo e, magari, nuove alleanze. Con il nuovo partito della libertà, ovviamente, al centro degli equilibri politici del Paese.
Presidente la sua rivoluzione parte sull’onda di questa mobilitazione elettorale? “Assolutamente sì. Guardi, pensavamo di arrivare a cinque milioni. Ora i miei mi dicono che arriveremo ad 8. E la metà dei firmatari non sono elettori di Forza Italia. Ha firmato gente della sinistra ma, soprattutto, elettori del centro-destra che non ne possono più di questo governo e delle divisioni dei partiti”.
Quindi il dado è tratto… “Certo. L’annuncio è stato accolto con un applauso da tutto lo stato maggiore di Forza Italia riunito a Roma. Si tratta di un’ipotesi su cui discutiamo da tempo. L’abbiamo sempre sognata solo che siamo sempre stati bloccati dagli altri partiti. Ora abbiamo rotto gli indugi e non torniamo indietro: venerdì, sabato e domenica prossimi rimontiamo i gazebo per raccogliere le prime adesioni al partito delle Libertà“.
Ho l’impressione che lei non sopporti più le accuse dei suoi alleati. Che cosa è stato a ferirla di più in questi giorni?”Mi ha ferito di più il fatto che mi abbiano attribuito la storia di Storace. La storia della Santanchè. Ho giurato sui miei figli che non ne sapevo niente e loro mi hanno dato del bugiardo. Non parliamo poi delle polemiche su “Striscia la notizia”. Io ho telefonato a Fini: “Gianfranco sono addolorato. Questi hanno passato il segno, hanno esagerato”. E invece… sono andati a dire quando passa in Parlamento la legge Gentiloni la faremo pagare a Mediaset. Assurdo. Comunque non posso accettare di diventare il capro espiatorio delle difficoltà interne di Fini. Ma non mi fraintenda. Quello che mi ha convinto a fare questo passo è il mare di gente che è con noi”.
Quindi la sua proposta è rivolta ai singoli cittadini. Non ha nessuna intenzione di mediare con le altre forze politiche? “Proprio così. C’è un nuovo partito. Faremo l’assemblea Costituente il 2 dicembre, cioè nell’anniversario della grande manifestazione dell’anno scorso. E in questo partito possono venire tutti quelli che ci vogliono stare. E’ chiaro che questo cambia tutto sulla legge elettorale…”.
Si spieghi? “Fatto il nuovo partito diremo alla sinistra che siamo pronti a confrontarci sulla nuova legge elettorale. A questo punto siamo convinti che bisogna andare verso un sistema proporzionale alla tedesca. L’attuale legge elettorale va superata perchè non permette di governare: noi non siamo riusciti a fare le riforme che volevamo per le nostre divisioni interne; la sinistra ora sta peggio di noi. Come si fa a governare in queste condizioni?”.
Il modello tedesco è anche più adatto al nuovo partito? “Per noi una legge proporzionale va bene. Poi quando andremo al voto potremmo dire agli altri di dividere le responsabilità di governo. Se il nuovo partito non riuscirà ad avere il 51% dei voti non possiamo che fare così. Oppure se ci saranno sul nostro versante forze che vorranno governare con noi dandoci la garanzia che vogliono operare bene, senza blocchi e senza veti, saremo lieti di farlo. La novità è che il nuovo partito sarà al centro dello scenario politico”.
Presidente si deve essere proprio stufato questa volta.”Sì, mi sono rotto le scatole. Sono sempre stato rispettoso, paziente con tutti e, invece… Per cui a questo punto cambiano tutte le prospettive. Vede io ho sposato il maggioritario anche per difendere i partiti della coalizione che in un sistema proporzionale non conterebbero più niente. A cominciare da An. Loro, invece, hanno assunto un atteggiamento pazzesco: voglia di dividere e accuse incomprensibili. E pensare che siamo andati vicinissimi alla caduta del governo Prodi”.
La sua scelta, però, potrebbe allungare la vita al governo.. “Può anche darsi. Però se la sinistra mi fa una proposta del tipo: questa è la legge elettorale, approviamola e poi ci impegniamo tutti ad andare alle elezioni, per me si può fare”.
Anche se si dovesse votare nel 2009?”No. Per approvare una legge elettorale non ci vuole tanto tempo. Inoltre non credo che loro vogliano continuare a condividere l’agonia di Prodi. Perdono consenso ogni giorno con questo signore a Palazzo Chigi. Penso che anche Veltroni abbia la voglia di andare a votare presto, di porre fine a questo massacro”.
Qualcuno l’accuserà di avere abbandonato il bipolarismo? “Io sono stato il campione del bipolarismo. Uno però non può andare al di là della realtà. Sono il primo bipolarista d’Italia e sono convinto che sarebbe un ritorno all’indietro entrare in cabina elettorale e non sapere chi sono gli alleati e chi sarà il presidente del Consiglio. Ma quando c’è una situazione che vede le due coalizioni divise e sempre in guerra al loro interno, con i protagonisti che non ragionano in termini unitari, ma pensano solo alle loro carriere e al loro successo personale, bisogna prendere atto che il bipolarismo non è realizzabile nella realtà italiana. Come fa l’attuale maggioranza a governare come si deve, quando è condizionata dalla sinistra estrema che controlla un terzo dei suoi parlamentari?”.
E il centro-destra? “Le vicende di questi giorni dimostrano che abbiamo gli stessi problemi. Ed è un vero peccato”.
Il nuovo partito avrà come riferimento il Ppe?”Sarà il corrispettivo italiano di quella grande famiglia della democrazia e della libertà che è il partito popolare europeo. Anzi alla prima assemblea chiederò anche di mettere in votazione la scelta del nome: o partito della libertà, o, come vogliono altri, partito del popolo della libertà“.(19/11/2007)
Le due iniziative del resto, come ha spiegato Paolo Bonaiuti, uno dei collaboratori più stretti del Cavaliere, sono collegate. “In questi giorni - ha spiegato riferendosi al lancio della nuova formazione - abbiamo visto come la gente ha risposto all’invito di appoggiare Berlusconi nella battaglia per cacciare via il governo Prodi: sette milioni di firme in tre giorni non sono uno scherzo. Berlusconi così dà un’altra virata alla politica, come quella che dette nel ‘94 quando cacciò i vecchi signori, i mestieranti della politica”.
Ancora più esplicito era stato lo stesso Berlusconi in un articolo scritto per La Stampa di oggi. “Mi sono rotto le scatole (…) non posso accettare di diventare il capro espiatorio delle difficoltà interne di Fini”. Tanto più che proprio An “ha assunto un atteggiamento pazzesco”.Fonte: La Repubblica del 19 novembre 2007.
* Miracolo» di Berlusconi: il Popolo delle Libertà riunisce ciellini e liberal
IL NUOVO PARTITO
Almeno a livello politico, il lancio del nuovo partito del ‘Popolo della libertà‘ da parte di Silvio Berlusconi ha fatto un mezzo miracolo lariano. In un sol colpo, infatti, le due storiche fazioni interne a Forza Italia - i liberal e i ‘formigones’ - si sono ricompattate all’insegna del “tutti insieme contro i politicanti incapaci”. Più articolate le valutazioni degli altri partiti, con Udc e Circoli della Libertà pronti a collaborare da subito con il nuovo partito, al contrario di An (fortemente scettica) e una Lega attendista.
Forza Italia entusiasta
Tanto entusiasmo trasversale all’interno della Forza Italia comasca non si ricordava dal 1993, data di fondazione del partito. In tal senso, ha del clamoroso il comunicato unitario di tutti i forzisti presenti in Comune di Como tra giunta e consiglio, sindaco Bruni in testa. «Abbiamo incontrato migliaia di comaschi - scrivono insieme liberal e ‘bruniani’ dopo anni di divisioni - Insieme a coloro che nei giorni scorsi hanno allestito i gazebo, abbiamo colto da una parte la grande insofferenza nei confronti del governo e dall’altra un forte appello a mettersi al lavoro per cambiare le cose e risollevare le sorti della politica». La sinfonia prosegue anche nei passi successivi. «Migliaia di comaschi, come milioni di italiani, sono stanchi dei politicanti incapaci di rispondere ai bisogni reali dei cittadini - scrive la truppa azzurra a Palazzo Cernezzi - Occorre ripartire, rifondare la politica, superare la logica dell’appartenenza».
Dunque, ne consegue che «la proposta del presidente Berlusconi di un nuovo partito che pone la libertà a suo fondamento ci pare un gesto coraggioso e lungimirante che ha spiazzato l’immobilismo della politica italiana. Per cui aderiamo con entusiasmo al progetto». Seguono le firme di tutti i consiglieri comunali, degli assessori e del sindaco. Ma arriva dal commissario provinciale Luigi Fabbri l’annuncio in più. «Salvo contrordini - ha dichiarato - nel fine settimana anche ai gazebo di Como partiranno le iscrizioni al nuovo partito. Forza Italia sarà il Partito democratico del centrodestra, ma con la partecipazione del popolo».
An contro, Lega perplessa
Parere nettamente contrario sul Ppl dal senatore di An, Alessio Butti.
«Spero ancora di imbattermi in un tg o in un quotidiano che spieghi che si tratta di uno scherzo - ha detto il parlamentare comasco - D’altronde ci troviamo di fronte a un Berlusconi che senza aver consultato nessuno, dal tettuccio di un’auto annuncia di aver sciolto Forza Italia e aver costituito un nuovo partito. Pensare che un partito serio come An possa accettare a scatola chiusa una cosa simile è fantascienza».
Come minimo, Butti chiede che «Berlusconi parli di programmi e di linea politica, perché su indulto e lotta senza tregua alla droga non tutti la pensano come noi. Riguardo all’auspicato ritorno al proporzionale, poi, significherebbe una cosa sola: tornare alla Prima Repubblica». Lapidario il segretario della Lega Nord, Edgardo Arosio. «Per ora si conosce poco del progetto - ha detto - In attesa di chiarezza vale ciò che ha dichiarato Bossi».
Il quale, per la cronaca, aveva definito il Ppl ‘la rinuncia di Berlusconi a unire. Così si rischia di fare un favore a Prodi’.
Il si dell’Udc
Il segretario provinciale dell’Udc, Giancarlo Galli, non nasconde l’interesse per il nuovo partito. «Se nascerà come pare la sezione italiana del Partito Popolare Europeo non potremo che aderire - annuncia - D’altronde è la nostra linea da 10 anni, e se ci saranno le condizioni operative reali parteciperemo». Riguardo alle modalità di piazza per la nascita del nuovo partito, Galli sottolinea che «la procedura non è stata delle più canoniche, ma le basi dal punto di vista politico e culturale ci sono. Finalmente si torna a partiti e la si smette con gli “orti botanici”».
I Circoli della libert�
Massima apertura al progetto è giunta del presidente comasco dei Circoli della Libertà, Andrea Bernasconi.
«Tutti siamo rimasti un po’ sorpresi dai tempi e dai modi della comunicazione di Berlusconi - ha dichiarato - Ma che l’ex premier volesse dichiarare chiusa l’esperienza di Forza Italia era noto da tempo.
Ora vedremo quale percorso seguirà Berlusconi, anche se i Circoli sembrano una delle strade principali per la nascita del nuovo partito, visto che già rappresentano qualcosa che va al di là dei vecchi schieramenti di partito nel panorama politico italiano».(Emanuele Caso) Fonte: Il Corriere di Como del 20 novembre 2007.
RASSEGNA STAMPA
“Il Partito della Libertà? Nascerà dal web”
Claudio Scajola, presidente del Comitato parlamentare di controllo su servizi segreti, è stato l’organizzatore di Forza Italia negli anni d’oro. L’uomo che ha traghettato il cambio di pelle degli azzurri, facendone un partito organizzato e presente sul territorio. Proprio per questo, è certamente uno dei più titolati a commentare il nuovo progetto di Silvio Berlusconi.
Ma come, onorevole Scajola, proprio nel momento in cui Forza Italia celebrava i congressi ovunque, radicandosi su tutto il territorio, un po’ come lei aveva sempre auspicato, Berlusconi vi smonta tutto?
«Il rischio è che ciascuno di noi voglia appropriarsi del nuovo straordinario progetto di Berlusconi. Quello che sta nascendo non è il partito di Michela Brambilla, non è il partito dei dirigenti di Forza Italia, non è il partito dei circoli di Dell’Utri, non è il partito dei circoli Liberal di Adornato…».
Lei è quasi poetico, «codesto solo oggi possiamo dirti/ciò che non siamo, ciò che non vogliamo» scriveva Montale. Ma mi sa dire cosa sarete?
«Saremo il partito della gente».Lo dicono praticamente tutti.«Ma noi lo saremo davvero».Lo dicono in tanti.
«Silvio Berlusconi ha dimostrato una volta di più di essere la voce del popolo moderato. Sfido chiunque a trovare un leader che ha un’accoglienza simile in mezzo alla gente e con una consonanza così forte con i giovani. Insomma, ha capito ancora una volta prima degli altri la modernità del Paese».
Cosa che Forza Italia non sempre ha fatto e non sempre continua a fare. Anche criticando Berlusconi, quando sbaglia. Voi dirigenti, spesso, non vi siete segnalati per la vostra capacità critica.
«Proprio per questo Berlusconi ha pensato a un modello di partito completamente diverso, ribadisco: un partito che nasca dal basso. In cui decida tutto la base: dal nome, al modello organizzativo, agli argomenti da portare avanti, alla disponibilità ad impegnarsi, fino alle candidature. Direttamente, senza intermediazioni».
Lei sta raccontando una rivoluzione politica. Bella, bellissima. Ma in concreto?
In concreto, significa che daremo costantemente la voce alla gente. Con gli incontri sul territorio, con i banchetti, soprattutto con internet, che offre straordinarie possibilità».
Ma la rete è anche manipolabile. Come vi regolerete?
«Ovviamente, ci saranno filtri e vigileremo affinché non ci siano abusi. Ma, in realtà, il modello sarà l’evoluzione naturale di quello studiato nel 1996. Già allora immaginammo di saltare per quanto possibile i filtri delle segreterie locali: l’adesione a Forza Italia, per esempio, avveniva rivolgendosi direttamente a Roma e sottoscrivendo il nostro manifesto dei valori».
In pratica, il nuovo partito sarà un’immensa mailing list?
«Sarà qualche cosa di più, ovviamente, proprio perché gli aderenti saranno protagonisti e non semplici destinatari delle iniziative politiche. In questo modo, d’altronde, evitiamo ogni sclerotizzazione e ogni burocratizzazione della struttura. Soprattutto, si fermano tutti quelli che bloccano nuovi ingressi e nuove forze per paura che possa arrivare qualcuno più bravo di loro. Nel nuovo partito, i bravi saranno accolti a braccia aperte, non respinti a malo modo».
Non ha paura che l’antipolitica travolga questa novità?
«La gente ce l’ha con la cattiva politica, non con la politica. E questo nuovo modello dà voce a tutti, senza bisogno di urlare alla Grillo».
Vi rimproverano di aver tradito il bipolarismo.
«Berlusconi pensa a due grandi partiti».
Ma con il proporzionale e lo sbarramento ne entreranno in Parlamento cinque.
«Nella prima Repubblica, con il proporzionale puro, c’erano undici partiti nelle Camere. Oggi siamo quasi a trenta».
E il premio di maggioranza?
«Quasi tutti i sistemi elettorali che prevedono uno sbarramento al 5-6 per cento, escludendo tutti i partiti che non raggiungono questa soglia, hanno come effetto anche quello di determinare un premio di maggioranza “implicito”. Cioè un partito che prende il 30 per cento arriverà a vedersi attribuito circa il 36-37 per cento dei seggi».www.ilgiornale.it (25 novembre 2007)
Il futuro di Fini.La sindrome badogliana di Arturo Diaconale
Le operazioni di scavalco non sono il forte di Ginafranco Fini. Il leader di An tentò la prima volta di realizzare un salto del genere ai danni di Silvio Berlusconi nelle elezioni europee in cui diede vita alla innaturale alleanza tra ex missini e post referendari alla Segni passata alla storia come quella dell’Elefantino. E tutti ricordano l’esito infausto dell’operazione. Ora la storia sembra ripetersi. Fini ha tentato di scavalcare il Cavaliere al momento della spallata al Senato contro il governo di Romano Prodi. Nelle stesse ore in cui sosteneva a parole il tentativo guidato da Berlusconi di aprire la crisi, scriveva al “Corriere della Sera” una lettera in cui annunciava che dal prossimo gennaio Alleanza Nazionale avrebbe portato avanti una politica di mani libere. Sappiamo come anche il secondo tentativo di scavalcamento sia andato storto. Fini era convinto che la logica del bipolarismo avrebbe legato le mani a Berlusconi e liberato le proprie. Lo spariglio del Cavaliere con l’annunciata disponibilità a trattare sul modello proporzionalista tedesco ha sortito l’effetto opposto. Ha liberato Berlusconi ed ingabbiato. Ma Fini non demorde. Ed ora è tentato di giocare la carta del terzo scavalcamento. Quella che gli viene offerta con grande disponibilità dagli amici del presidente del Consiglio Romano Prodi. E che prevede il suo ingresso nella Santa Alleanza di tutti i nemici di Berlusconi.
Intendiamoci, l’offerta è allettante. Gli amici di Prodi propongono a Fini di vendicarsi dello spariglio dal predellino del Cavaliere invitando a colpire Berlusconi nel suo punto di maggiore debolezza rappresentato dalle televisioni e dai relativi incassi pubblicitari. In cambio gli chiedono di garantire una opposizione morbida all’attuale esecutivo da realizzare attraverso la disponibilità a trattare non solo sulla riforma elettorale ma anche sulle riforme istituzionali. Tutto per mettere in condizione Prodi di sopravvivere almeno fino alle europee del 2009 se non addirittura fino alla scadenza naturale della legislatura del 2011. Il vantaggio del presidente di An nell’accettare questa sorta di scambio non sarebbe solo quello di rispondere con un doppio schiaffo allo schiaffo del Cavaliere. Ma anche la speranza che posto in una condizione di isolamento Berlusconi e con la prospettiva di avere altri tre o quattro anni di lunga marcia prima di rigiocare la partita elettorale, Berlusconi si arrenda, esca di scena e dia la possibilità allo stesso Fini di diventare il proprio successore. L’ipotesi è allettante. Ma il leader di Alleanza Nazionale farà bene a riflettere attentamente prima di accettare di entrare a far parte della Santa Alleanza Antiberlusconiana. I suoi elettori potrebbero non capirlo. Perchè i Badoglio li riconoscono subito.Fonte:www.opinione.it del 27 novembre 2007




